ALLERGIA AL NICHEL: SINTOMI, ALIMENTI E CURA - Sifa Formazione

ALLERGIA AL NICHEL: SINTOMI, ALIMENTI E CURA

ALLERGIA AL NICHEL: SINTOMI, ALIMENTI E CURA
4 Maggio 2022 Fabrizio D'Agostino
In Blog, News, Nutrizione

Con il termine allergia si intende una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario, che protegge l’organismo da proteine estranee e dannose, scatenando reazioni atte ad eliminarle. Essa può essere definita come una risposta anomala dei meccanismi di difesa dell’organismo verso sostanze estranee e generalmente innocue per la maggior parte degli individui. Nel soggetto allergico il sistema immunitario, quando entra in contatto con sostanze allergeniche o “allergeni” produce anticorpi specifici detti IgE. Questi a loro volta scatenano il rilascio da parte di cellule specifiche, ovvero i mastociti a livello tessutale ed i basofili a livello ematico, di alcuni mediatori chimici, tra cui l’istamina, i leucotrieni e le prostaglandine, responsabili della sintomatologia. Il momento in cui inizia la produzione di IgE rappresenta la “sensibilizzazione”; successivamente ogni volta che antigene e anticorpo verranno in contatto si verificherà la reazione allergica, che non dipende dalla dose, ma può essere scatenata anche da tracce di allergene. In particolare, si possono osservare segni e sintomi generalizzati, di tipo anafilattoidi cioè non IgE mediati, segni e sintomi gastro-intestinali, segni e sintomi cutanei e respiratori, ed altri segni e sintomi, generalmente più rari come emicrania, artrite, anemia etc.; alcuni sintomi sono invece IgE mediati e altri riconosco altri meccanismi immunologici. Le risposte allergiche possono essere differenti, vanno da quelle relativamente lievi a quelle potenzialmente violente e letali dovute a reazioni che avvengono nel circolo vascolare, in tal caso si parla di anafilassi. Se invece, la reazione avviene dopo pochi minuti dall’assunzione dell’alimento contenete l’allergene, si parla di shock anafilattico, condizione che prevede intervento medico. 

Tutti gli alimenti contengono un numero elevato di molecole potenzialmente antigeniche, ma, di fatto solo un numero piccolo di alimenti, in relativamente pochi soggetti predisposti geneticamente, induce reazioni allergiche. Infatti, normalmente vi è una vera e propria barriera, rappresentata dall’acidità gastrica, dagli enzimi digestivi, dalla motilità intestinale e dalla flora batterica, che impedisce alle molecole allergeniche di entrare in circolo. Di fatto, un allergene alimentare deve possedere alcuni requisiti: 

  • Essere un buon immunogeno 
  • Resistere alla cottura, all’acidità gastrica ed enzimi digestivi
  • Avere scarsa capacità di indurre intolleranze

Ma che cos’è il Nichel e in quali alimenti è presente? Che tipo di reazioni scatena? Il Nichel è un metallo a diffusione pressoché ubiquitaria ed è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana in quanto presente in molti oggetti metallici di uso comune.  Esso, inoltre può essere contenuto in molti oggetti sottoposti a cromatura. È presente nei coloranti per oggetti di vetro, stoviglie di terracotta, porcellana. Anche le tinture per capelli contengono nichel, come pure i liquidi utilizzati per permanenti: tutti possono provocare, inoltre, il rilascio di nichel da oggetti metallici, quali i fermagli. È possibile una sensibilizzazione al nichel dovuta alla lavorazione di batterie alcaline. Il nichel è infine presente in molti oggetti utilizzati in campo medico-chirurgico.  Il contatto con il nichel o con i suoi sali può causare dermatiti nei soggetti sensibili e associare altri sintomi quali: orticaria, eritema, prurito, angioedema e disturbi della digestione. Dal punto di vista clinico la sintomatologia dovuta all’allergia al nichel si accentua durante la stagione estiva e nei climi caldo umidi. In seguito all’aumentata sudorazione il nichel viene infatti liberato più facilmente dagli oggetti che lo contengono. Il Nichel è contenuto anche in molti alimenti (tab.1) o vi viene trasmesso dal pentolame o dalle scatole in cui esso è conservato.  

Tab.1 – Alimenti contenenti Nichel

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La diagnosi delle allergie alimentari risulta particolarmente complessa in quanto i test attualmente a disposizione (prick test e RAST) pur indicando la presenza di IgE allergene-specifiche, non permettono la diagnosi di allergia alimentare. A tutt’oggi la diagnosi, oltre che su di una corretta anamnesi ed un accurato esame clinico, è basata essenzialmente sulla dieta ad eliminazione e sui test di provocazione con l’alimento sospetto effettuato sotto stretto controllo medico soprattutto nel caso in cui l’alimento abbia provocato reazioni IgE-mediate. 

Si è osservato che una limitazione della quantità di nichel ingerito può aiutare a ridurre la frequenza e la comparsa dell’eczema così come diminuire la sua intensità. Viene in genere raccomandato di seguire per almeno due mesi una dieta a basso contenuto di nichel. Se si ottengono buoni risultati il paziente può cominciare a reintrodurre piccole quantità di cibi contenenti nichel ed osservare se si è ripristinato uno stato di tolleranza. Per quanto riguarda le diete di eliminazione ed i test di provocazione, il Comitato di Nutrizione dell’ESPGHAN e la Società europea di Allergologia e immunologia Clinica Pediatrica hanno formulato un ‘joint statement” (1999) secondo il quale la diagnosi di allergia alimentare si deve basare sulla stretta eliminazione del cibo sospetto e su un test di provocazione con lo stesso cibo. Ma anche le diete di eliminazione sono prove non riproducibili che forniscono solo un orientamento di massima da confermare con altri test. 

Dopo l’eliminazione, alcuni sintomi, prevalentemente quelli intestinali (diarrea, vomito, dolori, ecc.) regrediscono; spontaneamente in 2-3 giorni, per i sintomi cutanei (eczema) è invece, spesso necessario un periodo più lungo (10~14 giorni).  Quando il sintomo è sporadico (es. l’emicrania) è più difficile adottare come prova diagnostico l’eliminazione dell’alimento sospetto, perché eventuale lungo periodo di sottrazione dell’alimento potrebbe provocare carenze nutrizionali. Si raccomanda per questo motivo di evitare d’intraprendere diete di eliminazione senza la supervisione medica. 

AUTORE
Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net 
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

BIBLIOGRAFIA 

  • Manuale di Nutrizione Applicata – Riccardi, Pacioni, Giacco e Rivellese 
  • Manuale di Nutrizione Clinica e Scienze Dietetiche Applicate – Binetti, Marcelli, Baisi

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