CAPSAICINA: Un alleato “Piccante” - Sifa Formazione

CAPSAICINA: Un alleato “Piccante”

CAPSAICINA: Un alleato “Piccante”
22 Giugno 2022 Fabrizio D'Agostino
In Blog, Fitness, News, Nutrizione

La capsaicina (detta anche capsicina o capseicina) è un composto chimico presente, in diverse concentrazioni, in piante del genere Capsicum (ad esempio nel peperoncino piccante). È un irritante chimico per i mammiferi, compreso l’uomo, e produce una sensazione di bruciore in tutti i tessuti con cui viene a contatto. Insieme alla diidrocapsaicina, è uno degli alcaloidi responsabili della maggior parte della “piccantezza” dei peperoncini. La capsaicina e i prodotti correlati sono detti capsaicinoidi, e sono prodotti come metaboliti secondari dai peperoncini, probabilmente come deterrenti contro alcuni mammiferi e funghi.

Una piccola parentesi: la capsaicina è una sostanza lipofila, cioè ha affinità con i grassi; questo spiega perché è inutile bere acqua quando si consuma un cibo piccante: infatti, l’acqua non fa altro che distribuire meglio le molecole nella bocca. Un modo per contrastare il forte bruciore che si prova è, per esempio, mangiare dello yogurt. Come tutti i capsaicinoidi, la capsaicina è irritante nei mammiferi, incluso l’uomo, e produce una sensazione di bruciore nelle mucose, bocca inclusa, dove passa in soluzione e stimola i recettori VR1 (vanilloid receptor type 1), i quali a loro volta attivano la proteina VRL-1 (vanilloid receptor-like 1). VR-1 e VRL-1 si attivano normalmente alle temperature di rispettivamente circa 43 °C e 52 °C; l’effetto di dolore e bruciore causato dalla capsaicina non è ovviamente dovuto all’esposizione a una reale fonte di calore, ma è del tutto virtuale. Analogamente virtuali sono le sensazioni alla base dei presunti effetti disinfettanti e della presunta capacità di causare emorroidi: in realtà, poiché gran parte dei capsaicinoidi non vengono digeriti, l’effetto sull’ano è lo stesso che nella bocca, ossia di stimolazione dei recettori per il dolore.  Tale stimolazione induce uno stress che porta ad un rapido rilascio di adrenalina, dando una sferzata di energia all’organismo. Questa scarica ormonale è seguita dalla liberazione di endorfine dotate di una potente attività analgesica ed eccitante. La capsaicina è uno stimolante gastrico, antireumatico, e antifermentativo intestinale e ad oggi è utilizzata in vari ambiti clinici e preventivi.

Più precisamente, secondo recenti evidenze, la Capsaicina potrebbe:

  • Risultare efficace come agente antinfiammatorio, soprattutto se utilizzata per via topica;
  • Esercitare un’azione immunomodulatoria degna di nota;
  • Risultare preziosa nella gestione di patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide;
  • Esercitare un’azione analgesica;
  • Migliorare le capacità fisiche di endurance;
  • Coadiuvare la perdita di peso;
  • Esercitare una modesta azione anticancro.

Nello specifico, la capsaicina è dotata di un effetto termogenico in grado di aumentare il dispendio calorico per alcune ore incrementando i livelli di adrenalina. La maggior parte degli studi ha dimostrato che la capsaicina aumenta il consumo calorico quotidiano dal 4 al 5% e aumenta l’utilizzo dei grassi dal 10 al 16%. Inoltre, è dotata di un effetto pro-apoptotico nei confronti delle cellule adipose, cioè ne promuove l’autodistruzione. Quindi è un integratore che può essere utile per il dimagrimento. La capsaicina, inoltre, essendo un vasodilatatore e un fluidificante e abbassando la pressione arteriosa, può essere tranquillamente usata anche da quelle persone che normalmente dovrebbero evitare i termogenici stimolanti il sistema nervoso centrale e cardiovascolare. Sia la capsaicina sia i suoi analoghi sono stati usati in medicina per secoli, ma recentemente sono stati ampiamente per le loro proprietà analgesiche, antiossidanti, antinfiammatorie e antiobesità e, più recentemente, per la loro attività antitumorale contro una varietà di tipi di cancro. 

Uno studio condotto nel 2016 (Baskaran et al.) ha mostrato per la pria volta che l’attivazione dei canali TRP1, ovvero il recettore della capsaicina, da parte della stessa nella dieta, innesca il cosiddetto fenomeno di Browning del tessuto adiposo bianco, che aumentando il numero dei mitocondri e di conseguenza di citocromi, assume una colorazione più scura e può essere definito “beige” diventando così un tessuto dotato di attività termogenica simile al tessuto adiposo bruno, suggerendo così che l’attivazione dei canali per il recettore della capsaicina rappresenti una strategia promettente per contrastare l’obesità.  Con la supplementazione della capsaicina aumentano il dispendio energetico e l’ossidazione dei lipidi, aumenta la sazietà e si riduce l’apporto energetico. L’assunzione di prodotti a base di capsaicina risulta generalmente ben tollerata; ad alte dosi può risultare irritante per le mucose. È bene che si astenga dal consumare questa sostanza chi soffre di disturbi a carico del sistema gastrointestinale. 

AUTORE

Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

BIBLIOGRAFIA

  • Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance fisica – Massimo Spattini
  • www.wikipedia.org 

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