CARENZE VITAMINICHE: FOCUS VIT. B12 - Sifa Formazione

CARENZE VITAMINICHE: FOCUS VIT. B12

CARENZE VITAMINICHE: FOCUS VIT. B12
27 Aprile 2022 Fabrizio D'Agostino
In Blog, News, Nutrizione

L’integrazione alimentare è quella parte attiva del mercato globale volta a sostenere e migliorare la salute dell’individuo; pertanto, si è spesso discusso in letteratura sulle differenze tra i livelli vitaminici minimi e quelli ottimali. Due concetti che per anni sono stati confusi ma che hanno un significato e una valenza differente. Mentre i valori minimi servono ad evitare sindromi di tipo carenziale, i livelli ottimali e i dosaggi vitaminici funzionali servono per ottimizzare i processi metabolici e biochimici che possono essere rallentati od ostacolati da interferenti di tipo ambientale o disfunzioni di carattere degenerativo dei sistemi biologici deputati a mantenere l’organismo in perfetta efficienza.

Ma partiamo dalla definizione di vitamina:
Essa rappresenta un composto organico, privo di funzione plastica o energetica, che svolge un ruolo

essenziale per le funzioni vitali agendo da cofattore delle vie metaboliche.

Le vitamine possono essere classificate in vario modo; per solubilità in vitamine liposolubili (A,D,E,K) e idrosolubili (gruppo B,C) e per attività prevalente in: Psicovitamine (B1, B6, B9, B12), Antiossidanti (C.E) e funzione plastica ( A,D,K).

Esse sono presenti nelle cellule in tracce e vengono assunte dall’organismo già preformate attraverso gli alimenti che le contengono. Ma quali sono gli alimenti importanti per ottenerle? Di sicuro un consumo regolare di frutta, verdura e cereali integrali è essenziale per una protezione sicura nei confronti di avitaminosi e di tutte le patologie inerenti l’invecchiamento precoce. Ma le vitamine si possono trovare oltre che in tutti i tipi di verdure e nella frutta anche in alcuni tipi di carni e derivati animali. Con il termine Avitaminosi si indicano carenze vitaminiche molto gravi che portanoall’insorgenza di malattie come lo scorbuto, il rachitismo, la pellagra e il beriberi. Le Ipovitaminosi invece configurano carenze vitaminiche di minore entità e sono dovute principalmente all’impoverimento dei terreni agricoli, alle modalità di coltivazione intensiva etc. La prevalenza poi di un’alimentazione industriale, ricca di cibi pronti, lavorati e raffinati, contribuisce ad impoverire la nostra dieta del micronutriente di base.

Una disbiosi poi, associata a fenomeni fermentativi, può influenzare negativamente l’assorbimento sia di vitamine che di minerali. Stati di stress possono produrre un iperconsumo del pool vitaminico organico in situazioni particolari in cui è richiesto un maggior apporto di micronutrienti. Inoltre un alimentazione innaturale o artificiale può comportare fenomeni di chelazione di uno o più micronutrienti da parte di una molecola organica con il conseguente blocco dell’attività funzionale dei micronutrienti chelati. In mancanza dell’apporto necessario di una vitamina l’organismo ricorre alle proprie riserve. In questa fase si riduce l’eliminazione urinaria di vitamine e diminuisce, di conseguenza, la sua concentrazione sia nelle urine che nel sangue. Segue poi la riduzione dell’attività enzimatica e degli ormoni che dipendono da un adeguata concentrazione della vitamina in questione. Se la carenza viene ad aggravarsi ulteriormente o non viene colmata nelle fasi precoci si arriva alle manifestazioni caratteristiche proprie della malattia dovuta alla carenza vitaminica. La somministrazione acuta di vitamina, in questo frangente, può risolvere il quadro patologico ma se si supera il punto critico, la sola somministrazione della vitamina mancante non è sufficiente a ristabilire la corretta funzionalità e bisogna ricorrere ad altre vie.

La vitamina B12, o cobalamina, fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione. La vitamina B12 non subisce l’influsso del calore. Essa è coinvolta in diversi ruoli, fondamentali per garantire all’organismo il perfetto funzionamento. In particolare, è necessaria al metabolismo degli aminoacidi, degli acidi nucleici – insieme dell’acido folico coadiuva la sintesi del DNA e dell’RNA – e degli acidi grassi. È altresì fondamentale nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo. Inoltre, favorisce la trasformazione dei nutrienti in energia e riduce lo stress aumentando il buonumore. È importante insieme alla vit. B6 e all’acido folico, per mantenere bassi i livelli di omocisteina. La vitamina B12 è presente negli alimenti di origine animale dove si trova in forma coenzimatica, legata quindi alle proteine, ed è resa disponibile grazie ad alcuni enzimi gastrici. La troviamo in particolar modo in: carne, pesce, fegato, latte e uova. La quantità di vitamina B12 assorbita rispetto a quella effettivamente presente negli alimenti è del 60% per la carne e per il latte, 30-40% per i prodotti della pesca e, secondo alcuni studi, meno del 10% per le uova. Inoltre, con la cottura si perde circa un terzo della vitamina. Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 per gli adulti corrisponde a circa 2-2,4 mcg, quantità in genere assunta seguendo una normale dieta. Le donne in gravidanza o durante l’allattamento devono però assumerne un quantitativo maggiore, così da fornire il giusto apporto al feto ed una carenza di vitamina B12 è da evitare nelle donne in gravidanza, per evitare conseguenze dannose sul nascituro. Per chi segue una dieta varia ed equilibrata è difficile registrare una situazione di carenza di vitamina B12; una condizione di questo tipo può presentarsi nei soggetti che seguano una dieta vegana o quando a livello intestinale non funzioni bene il meccanismo di assorbimento. Nel caso di malassorbimento, le cause possono essere: malattie infiammatorie, malattie da malassorbimento (esempioceliachia),proliferazione di batteri, farmaci, diminuzione dell’acidità gastrica soprattutto negli anziani o assenza del fattore intrinseco; quest’ultimo, infatti, è responsabile dell’assorbimento della vitamina B12. La principale conseguenza della carenza di vitamina B12 è una forma di anemia definita “perniciosa”, derivata da una cattiva produzione di cellule del sangue, che può causare pallore, debolezza, formicolio agli arti e affaticamento. Nei casi più gravi ci possono essere conseguenze anche sul sistema nervoso. La diagnosi viene effettuata mediante analisi del sangue: se si sospetta una carenza si valuta il livello di vitamina B12 nel sangue e si controlla che la grandezza dei globuli rossi non sia troppo elevata. Normalmente invece, gli eccessi di vitamina B12 vengono espulsi con le urine. In rari casi si possono però verificare situazioni di sovradosaggio di questa vitamina, con sintomi che vanno dal tremore a gonfiori, da un eccessivo nervosismo a reazioni allergiche sino al battito cardiaco accelerato. Un eccesso di vitamina B12 nel sangue, anche in questo caso situazione rara, può provocare problemi ai reni.

Chi segue un alimentazione vegana va spesso incontro a carenza di vitamina B12, e poiché essa è stoccata nel fegato, possono passare diversi anni prima che si presentino dei sintomi da carenza: è questa la ragione per cui spesso i vegani neofiti all’inizio non hanno problemi. Negli ultimi anni, sempre più persone hanno deciso di seguire una dieta vegetariana e soprattutto vegana. A questo punto è anche opportuno chiedersi se un’alimentazione del genere sia compatibile con l’attività sportiva. Evidenze scientifiche e molti campioni nello sport hanno dimostrato che è possibile, d’altro canto però bisogna rendersi conto che è più facile andare incontro a carenze, soprattutto con l’alimentazione vegana, pertanto l’integrazione è d’obbligo. In natura non esistono piante o vegetali che contengano quantità di vitamina B12 in grado di soddisfare il fabbisogno dell’uomo. Per questo chi si alimenta solo con cibi di origine vegetale incorre in pericoli per la salute dovuti a una carenza di questa vitamina. Alcune alghe, il lievito di birra, alcuni cibi non lavati e altri di origine orientale come il tempeh (derivato dai semi di soia) e la Kombucha (the cinese), pur essendo vegetali, contengono vitamina B12 ma in porzioni infinitesimali, inutili per il fabbisogno umano, dal momento che non risultano assimilabili dal nostro organismo. Per questo chi si alimenta solo con alimenti di origine vegetale necessita di assumere questa vitamina attraverso l’uso di integratori specifici; può essere inoltre di aiuto il consumo di alimenti fortificati, addizionati cioè con vitamina B12. Anche nei neonati di madri vegane è importante iniziare un trattamento con integratori immediatamente dopo la nascita, per prevenire la carenza.

 

AUTORE

Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

BIBLIOGRAFIA

– Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance fisica – Massimo Spattini
– Guida alla Medicina Funzionale – Massimo Spattini, Enrico Bevacqua
– www.humanitas.it

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