Alimentazione Antinfiammatoria: Strategie Nutrizionali

NUTRIENTI, ALIMENTI E MODELLI DIETETICI PER RIDURRE L’INFIAMMAZIONE

NUTRIENTI, ALIMENTI E MODELLI DIETETICI PER RIDURRE L’INFIAMMAZIONE
26 Luglio 2023 Fabrizio D'Agostino
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L’infiammazione è alla base della maggior parte delle condizioni di salute croniche, tra cui sindrome metabolica, diabete di tipo due, cancro, malattie cardiovascolari, artrite, malattie autoimmuni, malattie infiammatorie intestinali ed anche patologie legate alla neuroinfiammazione, come il declino cognitivo.

L’infiammazione è definita come la risposta protettiva dell’organismo ad uno stimolo lesivo proveniente da agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l’avvio del processo riparativo.

Ciò avviene attraverso una sequenza dinamica di fenomeni che si manifestano con un’intensa reazione vascolare caratterizzata dalla presenza dei mediatori chimici tipici della flogosi che caratterizzata dalla comparsa dei caratteristici segni clinici dell’infiammazione:

  • Rubor: arrossamento dovuto all’aumento di sangue nell’aria
  • Calor: aumento della temperatura in seguito all’iperemia e ad un aumento del metabolismo cellulare
  • Tumor: rigonfiamento dovuto all’edema
  • Functio lesa: Ehi inibizione della funzionalità dell’area colpita a causa del dolore e degli squilibri indotti dai meccanismi facilitatori dell’infiammazione sull’integrità delle strutture infiammate

Lo scopo dell’infiammazione è quello di ripristinare l’integrità tissutale ed è tipicamente caratterizzata da fenomeni elementari come la vasodilatazione e l’aumento di permeabilità che portano al passaggio di liquidi dal letto vascolare al tessuto leso ed infiltrazione leucocitaria nell’area di lesione. Sebbene il ruolo dell’infiammazione sia quello di risolvere infezioni e lesioni, Quella di carattere cronico può essere il fattore scatenante ed aggravante di patologie di vario genere.

A contribuire alla comparsa di uno stato infiammatorio cronico, spesso silente, vi è il tessuto adiposo viscerale, ormai considerato un organo, in quanto i suoi adipociti e relative adipochine, coinvolti nei processi e nelle malattie infiammatorie primarie, sono in grado di contribuire alla produzione di ormoni e citochine in grado di favorire la risposta infiammatoria. Nell’ottica di una riduzione dell’infiammazione sistemica, il primo passo è indubbiamente rivolto alla riduzione del grasso viscerale considerando la composizione corporea un fattore determinante lo stato di salute generale. Un approccio dietetico può essere pro-infiammatorio o pro-risolutivo in base alla reazione ormonale che è in grado di scatenare. Pertanto, l’obiettivo del professionista della salute è quello di puntare a ridurre la probabilità e l’insorgenza di malattie croniche, diminuendo l’infiammazione proveniente dalla matrice alimentare, intervenendo con strategie volte al calo ponderale per migliorare la composizione corporea. Molti sono i nutrienti gli alimenti e i modelli dietetici che hanno dimostrato di modulare la risposta infiammatoria.

Le principali strategie nutrizionali con azioni antinfiammatoria documentata sono:

  • DASH (approcci dietetici per fermare l’ipertensione)
  • MIND (intervento Mediterraneo – DASH per la neuro degenerazione)
  • dieta mediterranea
  • eliminazione degli alimenti allergizzanti
  • restrizione calorica
  • dieta a basso contenuto di Stamina

I principali suggerimenti riferiti ad un’alimentazione antinfiammatoria sono i seguenti:

  • Consumare Abbondanti alimenti di origine vegetale (frutta, verdura e spezie): Mangiare a colori, ovvero variare quanto più possibile il consumo di alimenti di origine vegetale, incluse erbe e spezie. Tali alimenti contengono una miriade di sostanze fitochimiche ad azione antinfiammatoria e grazie alla presenza di fibre riducono l’indice glicemico del pasto garantendo il giusto nutrimento alla flora microbica probiotica. I principali alimenti di origine vegetale con alto potere antinfiammatorio sono: crucifere, cipolle, mirtilli, uva, ciliegie, agrumi, pomodori virgola e melograno. Le principali erbe spezie con proprietà antinfiammatoria sono: tè verde e nero, curcuma, cumino, aglio, zenzero, rosmarino, origano, fieno greco, anice, cacao, cannella, zafferano, finocchio, salvia, alloro, prezzemolo, aneto, peperoncino, noce moscata, chiodi di garofano.
  • Seguire una dieta a basso indice glicemico: un eccesso di zuccheri raffinati può avere azione pro infiammatoria. Un regolare consumo di cibi e bevande ricche di questi zuccheri determina un aumento del glucosio nel circolo sanguigno con conseguente aumento dei livelli di insulina. Questa condizione protratta nel tempo può esacerbare la risposta infiammatoria. Questo fenomeno si evita assumendo carboidrati non raffinati a basso indice glicemico, come i cereali integrali o comunque non processati, alcuni tipi di frutta, le patate dolci, la zucca.
  • Assumere frutta secca e semi ogni giorno: oltre a fornire una quota di sostanze ad attività antinfiammatoria e polifenoli, essi forniscono acidi grassi polinsaturi ( omega-3 e omega-6) che supportano la risposta antinfiammatoria. Sono particolarmente benefici i semi di zucca, le noci brasiliane, i semi di girasole, le mandorle, le nocciole, i semi di sesamo.
  • Migliorare la qualità e la quantità di grassi ed olii: aumentando la quota di cibi contenenti acidi grassi ricchi di omega tre di origine animale come il pesce azzurro o di origine vegetale come i semi di lino virgola di Chia, l’olio extravergine di olivo la virgola l’avocado. Riducendo la quota di alimenti processati industriali ricchi di omega sei, il cui eccesso porta alla formazione dell’acido arachidonico una molecola proinfiammatoria.
  • Assumere cibi fonti di probiotici: sono particolarmente ricchi di probiotici tutti gli alimenti fermentati come il miso, i crauti, lo yogurt, il kefir. Essi forniscono una quota di prebiotici, come inulina e frutto-oligosaccaridi, in grado di nutrire il gut microbiota. Le principali fonti di inulina sono la cicoria, le banane, gli asparagi, l’aglio.
  • Ridurre il consumo di alcol: moderate quantità di alcol hanno dimostrato avere un ruolo protettivo, come emerso dagli studi sulla dieta mediterranea (soprattutto il vino rosso) mentre il consumo elevato di alcol soprattutto se prolungato nel tempo può aumentare la risposta infiammatoria.

AUTORE
Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net 
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

 

BIBLIOGRAFIA

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