Gonfiore Addominale, Intolleranze Alimentari e Implicazioni Nutrizionali: oggi parliamo di ISTAMINA - Sifa Formazione

Gonfiore Addominale, Intolleranze Alimentari e Implicazioni Nutrizionali: oggi parliamo di ISTAMINA

Gonfiore Addominale, Intolleranze Alimentari e Implicazioni Nutrizionali: oggi parliamo di ISTAMINA
24 Gennaio 2024 Fabrizio D'Agostino
In Nutrizione

Come nutrizionisti e dietologi, è essenziale approfondire le sfumature delle intolleranze alimentari che si verificano quando il corpo ha difficoltà a digerire specifici alimenti. Questo può essere dovuto a diversi motivi, tra cui la mancanza di enzimi necessari per la digestione di certi componenti alimentari o a reazioni avverse a sostanze presenti negli alimenti stessi.

L’intolleranza al lattosio è caratterizzata da una carenza di lattasi, enzima coinvolto nella digestione del lattosio. Tale condizione può generare sintomi quali gonfiore, crampi e diarrea, richiedendo un’analisi attenta e approfondita per la diagnosi.

Il glutine, una proteina presente in grano, segale e orzo, può essere associato a condizioni come la sensibilità al glutine non celiaca o la celiachia. Queste condizioni richiedono una valutazione mirata per identificare i pazienti affetti e determinare le implicazioni nutrizionali.

L’elevata presenza di istamina in alcuni cibi può causare reazioni gastroenteriche, inclusi il gonfiore addominale e altri sintomi gastrointestinali. Comprendere l’interazione tra istamina e dieta è fondamentale per gestire questa condizione.

Il nichel, un metallo presente in diversi alimenti, può essere associato a reazioni avverse, incluso il gonfiore addominale, in individui sensibili. La valutazione accurata dell’apporto di nichel nella dieta è cruciale per i pazienti con sintomi correlati.

 

Cominciamo parlando del primo elemento: l’istamina

L’istamina è un neuromediatore coinvolto nei processi infiammatori ed allergici che, se non adeguatamente degradato, può generare reazioni avverse, non rilevate dai test allergici IgE-mediate, ma che imitano i sintomi allergici. Presente principalmente nelle cellule immunitarie come i mastociti, l’istamina viene rilasciata in risposta a stimoli esterni come allergeni. È coinvolta in molteplici funzioni fisiologiche e può avere effetti significativi sulla salute gastrointestinale e sistemica.

L’intolleranza all’istamina (HIT) può derivare da un disallineamento tra la quantità di istamina accumulata e la capacità dell’organismo di degradarla, spesso associata a una carenza dell’enzima gastrointestinale diamino ossidasi (DAO).

I sintomi derivanti dall’ingestione di cibi ricchi di istamina o che rilasciano istamina, come alcol, possono essere vari e includono mal di testa, orticaria, problemi digestivi e altri disturbi.

La gestione dell’intolleranza all’istamina richiede una dieta mirata, escludendo cibi ad alto contenuto di istamina o istamino-liberatori. Tuttavia, la variazione della concentrazione di istamina negli alimenti e la loro preparazione rendono complesso stabilire un elenco definitivo di alimenti da escludere.

Le diete a basso contenuto di istamina prevedono una fase di eliminazione seguita da una reintroduzione graduale degli alimenti per identificare quelli tollerati e quelli che causano sintomi.

 

I cibi che promuovono o bloccano la produzione di DAO:

Alcuni alimenti come bevande alcoliche, cibi fermentati, frutta secca, pomodori, spinaci, salse varie, melanzane, crostai e molluschi, formaggi stagionati, legumi e molti altri promuovono o rilasciano istamina nel corpo, mentre alcuni come caffè, tè nero e tè verde bloccano la produzione dell’enzima DAO, aggravando i sintomi.

 

E allora cosa mangiare?

Consigliamo quindi una dieta composta da carne magra, pesce, latticini freschi, frutta selezionata e verdure a foglia larga, evitando cibi ad alto contenuto di istamina. Tuttavia, la personalizzazione è fondamentale, poiché la tolleranza all’istamina varia da persona a persona. È essenziale sottolineare che una dieta a basso contenuto di istamina potrebbe comportare carenze nutrizionali e deve essere valutata attentamente con l’aiuto di uno specialista.

Il nostro team ha creato un modello di dieta ipoistaminica da poter caricare su SIFADIETA che esclude tutti gli alimenti ad alto contenuto di istamina: un valido strumento per i professionisti della nutrizione nella gestione delle intolleranze alimentari come l’intolleranza all’istamina.

Non perdete inoltre i prossimi tre articoli dove parleremo di intolleranze al nichel, lattosio e glutine.

 

Dott. Fabrizio D’Agostino

Biologo Nutrizionista e Chinesiologo

Master in Dietetica e Medicina dello sport – SUN

Presidente della S.I.F.A. (Società Italiana Fitness e Alimentazione)

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