IBS: il ruolo dell’alimentazione - Sifa Formazione

IBS: il ruolo dell’alimentazione

IBS: il ruolo dell’alimentazione
23 Dicembre 2020 Fabrizio D'Agostino
In Blog, Nutrizione

Cos’è l’IBS: diagnosi e cause

La sindrome del colon irritabile (IBS, irritable bowel syndrome) rappresenta una condizione
intestinale cronica ad elevata incidenza e prevalenza; ne è interessato infatti circa il 7-15% della
popolazione, con particolare riferimento alle donne di età inferiore ai 50 anni.
Il requisito cardine per la diagnosi di IBS è il dolore addominale, che tende ad affievolirsi dopo
l’evacuazione e che può essere o meno associato a stipsi (IBS-C) o diarrea (IBS-D)
Secondo i criteri di Roma III (criteri diagnostici atti a definire la diagnosi e ad individuare il
trattamento dei disordini funzionali gastrointestinali), si parla di IBS quando il soggetto, per
almeno 3 giorni al mese negli ultimi tre mesi, lamenta dolore alleviato con la defecazione e
riferisce cambiamento nella frequenza delle evacuazioni o nella forma delle feci.
Tali sintomi tendono ad avere un decorso cronico e rendono l’IBS una condizione estremamente
debilitante per il soggetto, che non di rado arriva a soffrire anche di disturbi più trasversali quali
ansia, depressione, fatica cronica, insonnia, problemi nella sfera sessuale e cistite.
I meccanismi fisiopatologici alla base di tale sindrome sono eterogenei e non ancora
completamente compresi: ci sono prove però che l’IBS possa derivare da una combinazione di
cambiamenti della motilità gastrointestinale, ipersensibilità viscerale, infiammazione di basso
grado, microbiota alterato, infezioni intestinali ed errati comportamenti alimentari.
A complicare il tutto vi possono essere anche intolleranze e allergie alimentari, utilizzo cronico di
farmaci (specialmente antibiotici) e stress; in particolare quest’ultimo risulta spesso determinante
nella perpetuazione dei sintomi.

Come curare l’IBS

A causa della diversità e della variabilità nel tempo dei sintomi dell’IBS e a causa della forte
associazione della componente psico-sociale, risulta spesso difficile individuare la giusta strategia
terapeutica.
L’approccio iniziale prevede l’impiego di trattamenti farmacologici, che spesso però sono mirati ad
alleviare uno specifico sintomo.
Quando invece sono presenti più sintomi, i soli trattamenti farmacologici sono spesso inadeguati
e/o non sufficienti.
Ad essere rivoluzionato infatti deve essere lo stile di vita del soggetto, stile di vita che dovrà
prevedere una corretta idratazione, un’attività fisica appropriata, con una buona componente
aerobica, e un’adeguata educazione alimentare.
Il cibo rappresenta un tema centrale e costante per i pazienti con IBS, i quali nella grande
maggioranza dei casi associano l’esacerbazione dei sintomi all’assunzione d determinati alimenti.
I consigli dietetici attuali e generali per i pazienti affetti da IBS includono:
– la programmazione regolare dei pasti;
– la riduzione dell’assunzione di fibre;
– l’eliminazione di alimenti trigger, che comunemente sono latticini, grano e fruttosio, e
associati alla produzione di gas, come fagioli, cavoli, cipolle;
– una forte limitazione di caffeina e alcol.

La dieta “Low-FODMAP”

Accanto e a supporto delle indicazioni dietetiche generali annoverate, negli ultimi anni si sta
affermando un approccio dietetico che consiste nel limitare alimenti con oligo-, di- e
monosaccaridi altamente fermentabili nonché con polioli.
In altre parole, parliamo di alimenti ad alto contenuto di FODMAP (Fermentable Oligosaccharides,
Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”).
Tali zuccheri, tra cui rientrano fruttani, lattosio, fruttosio e sorbitolo, determinano un’eccessiva
produzione di gas e un’aumentata secrezione di acqua nel colon con conseguente meteorismo e
possibile dolore addominale.
Si ritiene che il principale meccanismo d’azione delle diete a basso contenuto di FODMAP sia una
riduzione dell’assorbimento intestinale tenue di tali SCC (short-chain carbohydrates) e quindi una
conseguente riduzione del contenuto di acqua intestinale, della fermentazione batterica e della
produzione di gas.
Studi recenti hanno riportato che, rispetto al basale, le diete Low-FODMAP riducono anche i livelli
sierici di interleuchine proinfiammatorie IL-6 e IL-8, con conseguente miglioramento dello stato di
low-grade inflammation.
Una recente metanalisi ha analizzato i dati rilevati da 12 diversi studi, di cui 6 studi di controllo
randomizzati (RCT) e 6 studi di coorte.
Alcuni RCT hanno confrontato la dieta IBS tradizionale con la dieta Low-FODMAP, altri hanno
invece confrontato la dieta Low-FODMAP con una ad alto contenuto di FODMAP.
Gli studi di coorte, invece, hanno messo in relazione le condizioni dei pazienti al basale e dopo la
somministrazione di una dieta Low-FODMAP.
Ne è risultato che una dieta Low-FODMAP rispetto sia ad una IBS tradizionale sia ad una dieta ad
alto contenuto di FODMAP ha determinato un riduzione statisticamente significativa del dolore
addominale, del gonfiore e della frequenza di evacuazione.
Similarmente, l’analisi degli studi di coorte ha dimostrato una significativa riduzione, al follow-uo,
del fastidio intestinale.

Conclusioni

L’alta prevalenza riscontrata e le condizioni debilitanti che fanno seguito ad una diagnosi di IBS
richiedono certamente un mirato intervento dietetico.
Spesso infatti i tradizionali e generici consigli alimentari per IBS non bastano perché non
sufficientemente personalizzati.
Ci sono invece sufficienti prove che su alcuni pazienti una dieta Low-FODMAP possa avere un
impatto particolarmente favorevole su alcuni sintomi, in particolare diarrea, gonfiore e dolore
addominale.
Tuttavia, resta da dimostrare se tale approccio dietetico sia effettivamente superiore, nella
generalità dei casi, alle diete IBS convenzionali, soprattutto a lungo termine e su una larga scala

AUTORE
Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net 
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

 

Bibliografia e Sitografia
Low FODMAP Diet Improves Irritable Bowel Syndrome Symptoms: A Meta-Analysis, Altobelli E. et
al., Nutrients, 2017
www.humanitas.it

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