ALIMENTAZIONE E CANDIDOSI INTESTINALE - Sifa Formazione

ALIMENTAZIONE E CANDIDOSI INTESTINALE

ALIMENTAZIONE E CANDIDOSI INTESTINALE
29 Settembre 2022 Fabrizio D'Agostino
In Blog, News, Nutrizione

La candida intestinale è un’infezione fungina, generalmente sostenuta dal lievito Candida albicans, che colpisce l’intestino provocando una sintomatologia molto fastidiosa e, talvolta, anche grave. La Candida è un fungo saprofita, ovvero un organismo che normalmente vive e si moltiplica a contatto con l’ospite, in questo caso l’uomo, senza provocare danni, talvolta instaurando perfino un rapporto di reciproco beneficio.
La Candida può quindi essere ritrovata normalmente, in soggetti assolutamente sani e senza nessun sintomo, a livello di:

• intestino,
• cavo orale (bocca)
• vagina,

dove viene tenuta sotto controllo dall’azione del sistema immunitario, che non le permette un’eccessiva proliferazione. Nell’intestino la candida sembra svolgere addirittura un utile ruolo nella digestione degli zuccheri, mediante un processo di fermentazione. non è da escludere la possibilità che la candidosi intestinale venga provocata anche da altre specie appartenenti al genere Candida.
Dal momento che i suddetti lieviti fanno parte della flora batterica intestinale di moltissimi individui sani, la candida intestinale può colpire qualsiasi persona, sia di sesso femminile che di sesso maschile. Tuttavia, i pazienti con deficit del sistema immunitario e i pazienti sottoposti a determinate terapie farmacologiche sono maggiormente predisposti all’insorgenza del disturbo.
A differenza di altre forme di candidosi quella intestinale generalmente non si può trasmettere da un individuo malato a uno sano. In seguito a determinate situazioni, il lievito in questione può trasformarsi da commensale saprofita a patogeno, dando origine in questo modo alla candida intestinale. In seguito a quest’ultima la fisiologia del tratto intestinale si altera a tal punto che risulta quindi spontaneo paragonare questo tipo d’infezione alla SIBO, ossia alla sovracrescita batterica intestinale, in cui tuttavia l’agente responsabile è un fungo e non un batterio.
Quando si manifesta, la candidosi intestinale provoca segni e sintomi che interessano principalmente il sistema gastro-intestinale, tra cui i più frequenti sono:

• alterazioni dell’equilibrio intestinale (alternanza di periodi di stipsi e diarrea),
• meteorismo,
• gonfiore addominale,
• crampi e dolori addominali,
• difficoltà digestive,
• perdita di peso
• e un senso di malessere generalizzato.

E’ pertanto, necessario un corretto trattamento della candidosi intestinale, in quanto può causare lo sviluppo di complicanze più importanti, quali l’infiammazione di colon e intestino (colite e enterite) o favorire l’insorgenza di allergie e intolleranze alimentari. Nelle situazioni più gravi la candida diventa in grado di entrare in circolo ad innescare un processo di infezione diffusa (sepsi). È importante trattare accuratamente la candidosi intestinale, perché se trascurata può dar vita a complicanze che nei casi più gravi possono diventare fatali, tra cui le più comuni sono:

• allergie e intolleranze alimentari: molti studi hanno osservato che alcune intolleranze o allergie alimentari, come l’intolleranza al glutine, potrebbero essere causate da una candidosi intestinale trascurata per lunghi periodi.
• colite o enteriti (rispettivamente infiammazione del colon o dell’intestino),
• sepsi, condizione in cui la candida entra in circolo per traslocazione.

In condizioni particolarmente gravi, quali una profonda immunodepressione, la candida è in grado di attraversare la parete intestinale e riversarsi nel torrente ematico. È una complicanza molto grave, potenzialmente letale, ma fortunatamente molto rara. Se l’infezione è localizzata solo a livello del tratto enterico, la sua individuazione risulta alquanto difficile, poiché la sintomatologia da essa indotta potrebbe essere confusa con la sintomatologia provocata da altre malattie intestinali. Per poter effettuare una diagnosi certa, sarebbe necessario eseguire, tramite colonscopia, una biopsia a livello intestinale allo scopo di identificare la presenza di Candida. Essendo però questi esami invasivi si cerca di evitare queste procedure e pertanto la diagnosi avviene mediante la clinica e attraverso la coltura delle feci (coprocoltura), l’esame che ricerca la presenza della candida al loro interno. Tale diagnosi, potrebbe rivelarsi più semplice se il lievito – oltre ad infettare l’intestino – provocasse infezioni anche in altre aree dell’apparato gastrointestinale, come, ad esempio, a livello dell’esofago.
La terapia della candidosi intestinale si basa sull’utilizzo di farmaci antifungini, quali fluconazolo ed itraconazolo, che uccidono il fungo e liberano il tratto intestinale dalla colonizzazione della candida. In aggiunta ai suddetti farmaci antifungini – al fine di ripristinare il naturale equilibrio della flora intestinale – potrebbe essere utile ricorrere all’assunzione di adeguati fermenti lattici probiotici. Naturalmente, la scelta del principio attivo da utilizzare, la posologia e la durata del trattamento devono essere stabilite solo ed esclusivamente dal medico che valuterà, caso per caso, quale strategia terapeutica è meglio adottare per ciascun paziente.

Le principali vie con cui la candida può essere trasmessa, in modo tale da poter causare un’infezione intestinale, sono:
• Trasmissione orale, portandosi alla bocca oggetti o parti del corpo, come le mani, contaminate dalla candida.
• Rapporti sessuali oro-genitali, la candida è comunemente presente sui genitali, soprattutto quelli femminili.
• Trasmissione oro-fecale, mediante cibi non lavati accuratamente e contaminati da liquami ed altri materiali di scarto. Non è una trasmissione comune nei Paesi occidentali grazie alle severe norme di igiene vigenti in questi stati.
• Trasmissione durante il parto o durante l’allattamento: in queste condizioni avviene quando la donna presenta una candidosi vaginale e trasmette l’infezione al nascituro durante l’attraversamento del canale del parto e durante la suzione del capezzolo quando la cute o i capezzoli della madre sono contaminati dal fungo. In questi casi la candida si stabilisce nell’intestino del neonato sin dai primi mesi di vita.

Trattandosi di un’affezione che coinvolge parte dell’apparato digerente, l’alimentazione riveste un ruolo decisamente importante nei pazienti affetti da candida intestinale. Difatti, una dieta corretta può rappresentare un ottimo supporto alla terapia prescritta dal medico. Sarebbe bene evitare alimenti che forniscono carboidrati raffinati, poiché la loro assunzione può favorire la crescita incontrollata del lievito in questione. A questo proposito, perciò, sarebbe bene evitare il consumo di saccarosio, pane, frutta, bevande zuccherate, ma anche di formaggi a pasta dura, cereali, alcolici, cibi affumicati e alcuni condimenti come l’aceto.
Fra gli alimenti da preferire in presenza di candida intestinale, invece, ritroviamo il pesce, la carne magra, l’olio di oliva, le verdure, l’aglio e lo yogurt. Ammesso anche il consumo di curcuma e, volendo, delle uova. E’ bene prendere le distanze da alcuni approcci estremi (low-carb) talvolta pubblicizzati in forma di medicina alternativa e/o complementare, in quanto non supportati dalle necessarie evidenze scientifiche. Un approccio dietetico sano e basato sul modello mediterraneo (ricco di carboidrati da fonti integrali e povero di zuccheri semplici) rappresenta l’approccio ideale.

Gli alimenti che introduciamo quotidianamente costituiscono una preziosa fonte di energia e determinano la “direzione” della salute. Mangiare bene è importante anche per mantenere sana e vitale la flora intestinale, la cui condizione di equilibrio rappresenta la prima linea di difesa del nostro organismo, proteggendolo dalle aggressioni, candida inclusa. La candida si nutre di zuccheri e per frenarne la crescita, perciò, va sospeso il consumo di alcuni alimenti e va ricostruito l’equilibrio della flora benefica, promuovendo il processo di depurazione, grazie a cibi dall’azione immunostimolante, antiossidante, antinfiammatoria, antimicotica e detossificante. Una volta regrediti i sintomi, è molto importante aumentare l’apporto di fibra, introdurre quindi nuovamente i cereali integrali oltre a verdura e frutta. Lo scopo è quello di rinforzare il microbiota intestinale, sostenere la funzione dell’intestino e l’attività del sistema immunitario.

AUTORE
Dott. Fabrizio D’Agostino

  • Laureato in Scienze Motorie
  • Laureato in Biotecnologie per la salute
  • Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
  • Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
  • Presidente della SIFA (Società Italiana Fitness e Alimentazione)
  • Ideatore del software per l’allenamento Fitnessplay.net 
  • Ideatore del software nutrizionale Sifadieta.com

 

BIBLIOGRAFIA
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• Clinical Practice Guideline for the Management of Candidiasis: 2016 Update by the Infectious Diseases Society of America
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• Are probiotics effective in the treatment of fungal colonization of the gastrointestinal tract? Experimental and clinical studies
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