Ma come si fa ad indirizzare un soggetto verso una nuova strada, fatta di organizzazione e rinuncia a cibi poco salutistici ma tremendamente buoni ed appaganti?
Il primo passo da compiere per strutturare una dieta che sia davvero personalizzata è la valutazione dello stato nutrizionale dove per stato nutrizionale di un individuo si intende la risultante di un equilibrio tra l’apporto e il fabbisogno energetico di nutrienti.
La quantità di cibo introdotta dipende da diversi fattori, ne sono un esempio, come accennato pocanzi, gli stati emozionali, culturali, economici, gli impegni lavorativi o da regimi dietetici squilibrati dettati dalle mode del momento o ancora da regimi alimentari prescritti a fini estetici e terapeutici, spesso drasticamente ipocaloriche, fino ad arrivare a stati morbosi particolari come la disfagia, l’anoressia e la bulimia, depressione ecc.
D’altra parte le alterazioni metaboliche possono influenzare l’assorbimento dei nutrienti, per non parlare degl’integratori e dei farmaci che possono inibire o potenziare l’azione degli alimenti.
Anche gli stati fisiologici risultano fondamentali per bilanciare correttamente il fabbisogno energico. E’ intuitivo infatti pensare che atleti di ginnastica artica o marzialisti fino agli utenti della palestra che svolgono le più moderne attività del panorama fitness come il crossfit e il pilates, oltre che il bodybuilding e tutte le discipline musicali, abbiamo bisogno di un regime nutrizionale diverso dal popolo dei sedentari o delle gestanti fino al paziente allettato.
Solo quando la sinergia tra regime dietetico equilibrato personalizzato per stato fisiologico, corretto funzionamento dei meccanismi di assorbimento e adeguato abbinamento di farmaci e/o integratori, lo stato nutrizionale risulta ottimale. Diversamente si va incontro a malnutrizione che può essere in eccesso (ipernutrizione) o in difetto (iponutrizione). Se da un lato la condizione di ipernutrizione comporta principalmente problemi dismetabolici l’iponutrizione comporta malnutrizione proteico-energetica (MPE) dovuta a deplezione delle riserve proteiche utilizzate a fini energetici. In definitiva, lo stato nutrizionale è la risultante dei tre processi relativi all’introduzione (in termini di quantità e qualità di nutrienti assunti), all’assorbimento (processi che avvengono a livello gastro-intestinale) e all’utilizzazione dei nutrienti. Alterazioni di uno o più di questi processi possono portare ad alterazioni dello stato nutrizionale (Tab.1).



- Anamnesi, ovvero la raccolta dalla voce diretta del soggetto e/o dei suoi familiari (per esempio i genitori nel caso di un lattante o di un bambino), di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il nutrizionista a strutturare la dieta nella maniera più personalizzata possibile.
- Valutazione soggettiva, ovvero il processo utilizzato nella fase analitica del processo valutativo volto a verificare la presenza o assenza, nel soggetto, dei segni (o sintomi obiettivi) indicativi di un’alterazione nutrizionale
- Antropometria e composizione corporea
- Apporti di energia e nutrienti
- Dati di laboratorio
- Test funzionali
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
- Binetti, M. Marcelli, R. Baisi – Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate, Società editrice universo 2011.
- http://www.federica.unina.it/smfn/valutazione-stato-nutrizionale/stato-nutrizionale/
Chinesiologo
Biologo Nutrizionista
Master in Medicina cellulare
Master in dietetica e medicina dello sport




